Nel territorio cheraschese abbiamo un’ottima produzione di tartufi sia bianchi (Tuber Magnatum Pico) che neri di varietà diverse, dallo Scorzone estivo al Nero pregiato e all’Uncinato prevalentemente autunno-invernali. Il tartufo bianco lo si può trovare un po’ su tutto il territorio comunale, anche sulla Piana cheraschese e nei Rii di Cherasco. I tartufi neri, invece li ritroviamo quasi esclusivamente nella parte collinare.

Una città senza orti è storicamente inconcepibile. Cherasco aveva una buona quantità di terreni agricoli all’interno dell’abitato per uso diretto della cucina. La manodopera eccedente rispetto alla scarsa disponibilità di terreni ha maturato la necessità di produzioni specializzate e molti cheraschesi furono pertanto ortolani. Una tradizione viva ancora oggi, portata avanti da alcune famiglie quali i Sicca che vendono i loro prodotti direttamente nella bottega in paese.

In città lavorano numerosi artigiani del cioccolato. Il prodotto più rinomato e di grande interesse per un pubblico sempre più numeroso sono i “Baci di Cherasco®”, creati da Marco Barbero nel 1881. Si tratta di inimitabili cioccolatini con cacao di alta qualità e nocciole delle Langhe. Numerosi gli esercizi specializzati in questo settore: tutti offrono anche altre deliziose e gustose idee di cioccolato (praline, torroni, ecc.).

Da noi la produzione di miele è molto ricca: dal primaverile Tarassaco che talvolta può essere miscelato con le fioriture del Ciliegio selvatico e dei Salici al delicato miele di Acacia. Segue un Millefiori caratteristico dovuto alla presenza di una grande varietà di fiori dovuta alla presenza di una flora molto diversificata (sono state censite oltre 700 varietà botaniche su tutto il territorio). In tarda estate si ottiene ancora un miele di melata di bosco.

A Cherasco è ancora tutt’oggi molto praticato l’allevamento della razza bovina Piemontese, razza specializzata nella produzione di carne di alta qualità. L’allevamento tradizionale prevede un’alimentazione basata su fieno di prato stabile, integrato da cereali prodotti nell’azienda. Il risultato è la produzione di una carne gustosa e tenera che ha ispirato i grandi piatti della tradizione gastronomica di Langa.

La ricetta prevede l’utilizzo di tagli delle parti anteriori del vitello, opportunamente sgrassate, che una volta macinate, vengono miscelate alla pancetta fresca di maiale, speziata e aggiunta di pregiato Barolo docg, di Cherasco. I Macellai di Cherasco la preparano rigorosamente con carni di vitello di razza Piemontese. È prodotta tutto l’anno, non prevede stagionatura e viene quindi consumata fresca e cruda.

A Roreto di Cherasco è stata riscoperta l’antica tradizione della rana in cucina. Ogni due anni si svolge il Festival dedicato al prelibato anfibio. Accanto alla rana, è nato anche il ranocchio, delizioso frollino prodotto dalle sapienti mani dei panettieri roretesi in tre diverse versioni: semplice (solo farina di meliga), al cacao e al pistacchio. La rana è anche protagonista dei murales che attraversano la frazione e raccontano la favola di “Nara la rana”.

L’Istituto Internazionale di Elicicoltura rappresenta la storia degli allevamenti di chiocciole da gastronomia, promuove un modello di produzione ispirato alla naturalità ed alla piena sostenibilità ambientale per offrire la migliore qualità gastronomica. Attraverso la costante ricerca si pone al vertice del settore, per lo sviluppo delle migliori tecniche di gestione degli impianti e la valorizzazione delle ricchezze della filiera: food, beauty, eventi e didattica.

Negli ultimi decenni si sta verificando nelle Langhe una ripresa degli allevamenti ovi- caprini, con conseguente aumento di produzione delle famose robiole, fenomeno che interessa anche il cheraschese. La robiola di Cherasco nasce dalla passione per la terra di Renato Maunero che nel 2005 ha dato vita all’azienda agricola ‘L Cravè. Manuero alleva le sue capre nella zona dell’Oltre Tanaro. É qui che pascolano tutto l’anno.

Cherasco è un comune del Barolo: la famiglia Fracassi vinifica in paese fin dal 1880 i nebbioli del “Mantoetto”. La superficie a nebbiolo è di poco più di due ettari che con- finano con il comune di La Morra ed è collocata sul lato che si affaccia sulla pianura che corre verso il Monviso il “Versante Occidentale” della zona del Barolo, che unisce idealmente la Cherasco agli altri comuni del Barolo.